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PERI

Strada del Vino Colli dei Longobardi

Il bello e il buono di un territorio

 

Tra la fine del 1999 e i primi mesi del 2000 sono nate nella nostra regione otto Associazioni rappresentative di tutte le aree vitivinicole lombarde: sono le “Strade dei Vini e dei Sapori di Lombardia”, veri e propri itinerari del gusto, il cui obbiettivo principale è quello di promuovere e valorizzare sinergicamente e in modo integrato, in Italia e all’estero, vini di qualità, prodotti gastronomici tradizionali e valori culturali ed artistici locali.
L’iter costitutivo di questi percorsi ha preso il via grazie alla legge nazionale 268/99 in attuazione di alcune direttive comunitarie, poi regolamentate dalla legge regionale N° 7/2000. Nel 2002 le otto Strade lombarde si sono organizzate in una Federazione, organismo che si occupa di coordinare la promozione in Italia e all’estero.

La Strada del Vino Colli dei Longobardi, fortemente voluta e sostenuta da Maria Bigogno e Pierluigi Villa, allora direttore dell’Ente vini Bresciani, si sviluppa nell’area della Provincia di Brescia. Partendo dal capoluogo, essa si snoda a sud-est, per far ritorno a Brescia passando attraverso la zona vitivinicola posta a nord-est.
Dal castello di Brescia sul colle Cidneo, sul cui versante nord si coltiva il vigneto di Pusterla, ci si dirige verso sud in direzione Azzano Mella, per proseguire in direzione di Capriano del Colle, Poncarale, Montirone, Castenedolo, Montichiari, Ciliverghe, Rezzato, Botticino e ritornare a Brescia passando per il sobborgo di Sant’Eufemia.

Il nome della Strada è stato scelto per una serie di motivazioni che legano la nascita e lo sviluppo della viticoltura sulle colline intorno a Brescia all’opera dei monasteri, in epoca altomedievale: tra questi il più importante senza dubbio fu il monastero di S.Salvatore - S.Giulia, per l’appunto fondato dai Longobardi.
Il Museo di S.Giulia fa parte del nostro percorso e proprio un oggetto conservato nella sezione longobarda del museo è divenuto il simbolo di questo itinerario. Il marchio della Strada raffigura infatti, stilizzato, il galletto segnavento commissionato dal vescovo Ramperto ad un artigiano locale per il campanile della chiesa di San Faustino Maggiore in Brescia. E’ un reperto conservato nella sezione longobarda al Museo di Santa Giulia, punto di partenza del nostro percorso, insieme al vigneto Pusterla che anticamente forniva il suo vino alle monache di quel convento.
Lo scopo principale di questa Strada, come per le altre, è quindi quello di valorizzare e promuovere il territorio e le sue attrattive naturalistiche, storiche, culturali nonché le attività agroalimentari e i prodotti tipici della tradizione artigianale; favorendo l’integrazione tra agricoltura e turismo, cultura ed informazione, esse cercano di promuovere una piena valorizzazione delle professionalità e delle risorse umane localmente presenti allo scopo finale di conseguire uno sviluppo economico delle aree interessate compatibile con la salvaguardia e il rispetto dell’ambiente.


TERRITORIO STRADA

Si tratta di un territorio che, dal punto di vista enogastronomico, è stato sinora poco conosciuto.
La zona intorno a Brescia si è sviluppata molto in questi ultimi decenni ed è divenuta un ricco polo industriale. La stessa città capoluogo, bellissima, ricca di musei, monumenti, palazzi, oltre che di un castello stupendo e un centro storico affascinante, comincia solo ora a proporsi come meta turistica, e lo fa promovendo insieme le bellezze del territorio e l’eccellenza dei suoi prodotti.

Sui colli che circondano Brescia, i Ronchi, Botticino, il Montenetto e la piccola collina di Castenedolo, si producono vini di ottima qualità, anche se in quantità molto limitate, e questa tradizione risale a tempi molto antichi.
Abbiamo scelto come punto di partenza del percorso il vigneto della Pusterla, ai piedi del Castello sul Colle Cidneo, nel cuore della città. E’ il vigneto urbano produttivo più grande d’Europa, all’interno del centro storico. Vi si coltivano alcuni vitigni ormai praticamente scomparsi altrove, ma un tempo molto diffusi nel bresciano: l’uva invernenga, la maiolina, la corva, l’uccellina, la brugnera, oltre che la schiava e altre.

Oltre alle infinite proposte culturali della città di Brescia, segnaliamo il Museo del Marmo, a Botticino (paese famoso nel mondo per il suo marmo impiegato, tra l’altro, per la costruzione del Vittoriano a Roma e della Casa Bianca a Washington) e i due Musei di Villa Mazzucchelli a Ciliverghe (Museo della Moda e del Costume, Museo del Vino e del Cavatappi, quest’ultimo ricco di una collezione di cavatappi provenienti da tutto il mondo, di ogni foggia e materiale).

Per informazioni www.stradadelvinocollideilongobardi.it 


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